Il progetto è partito a Modena, nel mese di marzo, con una settimana di formazione per gli educatori dei tre paesi sul tema della media education. Sempre a Modena sono stati realizzati tre laboratori di media education durante i quali, insieme agli operatori del gruppo In-ForMedia del Centro Ferrari, i ragazzi hanno approfondito il linguaggio delle immagini, provato ad analizzarlo criticamente e imparato le tecniche per produrre a propria volta dei video.
Anche i nostri ragazzi, dai 15 ai 17 anni, hanno partecipato al progetto e sono stati scelti per la realizzazione di un video reportage che racconta la loro città e i giovani che la vivono. Il titolo del reportage “Un popolo di giovani diviso in tribù” indica che l’aspetto dell’inclusione/esclusione affrontato riguarda i gruppi di aggregazione giovanile ed il loro essere vissuti in modo esclusivo, che non lascia spazio all’accoglienza dell’altro. Sarà vero?
I nostri “Draghi”, così si fanno chiamare, sono partiti da questa ipotesi per scoprire poi che nel quotidiano non esiste tutta questa differenza, è più un gioco per sentirsi parte di qualcosa che dà sicurezza per poi ritrovarsi alla sera tutti in piazza, luogo di ritrovo della maggior parte dei gruppi.
“Media for inclusion” si concluderà il 4 dicembre con un convegno, aperto a tutti, che sarà l’occasione di vedere le opere realizzate dai ragazzi e di approfondire con esperti il tema dell’educazione ai media nella scuola e nei gruppi associativi. |