La Calabria ha un clima “caldo” che ti accoglie non appena arrivi. Noi
pieni di umidità, con le ossa dolenti scendiamo dal pulmino a Siderno,
dopo un migliaio di chilometri, e dobbiamo iniziare a svestirci. Un
venticello caldo ci dà il benvenuto, ci sentiamo come abbracciati da
questo tepore, con lo stesso abbraccio caldo ci ricevono il Parroco e
gli altri amici delle Parrocchie di Mirto e Dionisi.
Si vede subito, dopo le prime battute e i primi abbracci, che qui la Comunità di Prato Fontana ha il “cuore”. Con tanto entusiasmo in quei giorni siamo stati “trasportati” da continui inviti: venite qui a mangiare, andiamo a dormire in casa nostra, lavoriamo tutti insieme, preghiamo e celebriamo la S. Messa, ci raccontiamo di come stanno vivendo le nostre Comunità.
Che bello abitare a Reggio Emilia e avere anche un “ cuore “ che pulsa in Calabria nella Diocesi di Locri dove non si scherza, la testimonianza, in particolare dei cristiani, è cosa grande!
Avere il “cuore” a Locri e riuscirlo a mantenere attento, ricettivo, vigile mi aiuterebbe tanto, sarebbe uno stimolo continuo a conservarmi: nell’accoglienza e nel rispetto delle persone, semplice o quantomeno più legato alla terra, più sobrio ed essenziale, ma in soprattutto: radicato nella fede.
In questi sei giorni abbiamo lavorato per raccogliere le olive che poi sono state molate e hanno prodotto olio di oliva biologico che verrà venduto presso la Comunità di Prato Fontana, il ricavato sarà devoluto alla Comunità Psichiatrica Davide e Maria Chiara di Siderno.
Pur lavorando parecchio senza risparmiarci, il clima del gruppo era positivo e molto intenso sostenuto certamente anche da quello atmosferico che non ci ha abbandonato, anzi è stato come se volesse infonderci coraggio allietando le nostre giornate con un bel tepore quasi primaverile. La distesa di olivi e in lontananza il mare incorniciavano questo spaccato di paesaggio calabrese.
Sotto gli ulivi, accarezzati dalle foglie che venivano sbattute dal vento in ogni direzione, mentre eravamo impegnati nella raccolta, la mente ritornava a quanto condiviso negli incontri serali con il Sig. Totò (proprietario dell’oliveto e appartenente alla Comunità di Mirto), la sua famiglia e Don Tonino.
Vorrei con lo stesso ardore e tenacia mostrata dal Sig. Totò e Don Tonino riportare quelli che sono stati gli elementi centrali della riflessione improntata in modo particolare sul fenomeno dell’illegalità organizzata che come una morsa trattiene tutti in una situazione di schiavitù e paura. Ho colto nelle loro parole un insieme di sentimenti dall’entusiasmo dei giovani, alla saggezza degli adulti mescolato a tanta speranza nel Signore.
Mi sembra che in sintesi il loro messaggio sia stato: “….noi delle Comunità di Mirto e Dionisi, continueremo ad annunciare, denunciare, rinunciare. Mantenendo vigili le coscienze, di fronte ad ogni male, anche piccolo, chiedendo a tutti di essere coraggiosi e consequenziali in atteggiamenti di coerenza pregando, sempre di più, senza mai piegare il capo di fronte al male e di fronte ad altri idoli, per non essere succubi dei prepotenti. Riusciremo ad essere fedeli a tutto ciò solo se anche voi non ci abbandonerete e condividiate questo nostro intento nelle vostra realtà parrocchiale di Prato Fontana”.
Stima e ammirazione verso le persone incontrate sono ciò che ho riportato alla mia famiglia come souvenir del viaggio a Mirto e Dionisi.
Grazie al Sig. Totò e alla sua famiglia, a Don Tonino e alle Comunità parrocchiali, Buon Natale e un abbraccio fraterno.
Roberto e Daniele |