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"Venite alla Festa!"

“Il regno di Dio è così. Un re preparò un grande banchetto per le nozze di suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati, ma quelli non volevano venire. Allora mandò altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo, i miei tori e gli animali ingrassati sono stati ammazzati e tutto è pronto. Venite alla Festa! Ma gli invitati non si lasciarono convincere e andarono a curare i loro affari: alcuni nei campi, altri ai loro commerci. Altri, ancora, presero i servi del re, li maltrattarono e li uccisero.”

“Allora il re si sdegnò: mandò il suo esercito, fece morire gli assassini e incendiò la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto è pronto ma gli invitati non erano degni di venire. Perciò andate per le strade e invitate al banchetto tutti quelli che trovate.” “I servi uscirono nelle strade e radunarono tutti quelli che trovarono, buoni e cattivi: così la sala del banchetto fu piena. Quando il re andò nella sala per vedere gli invitati, vide un tale che non era vestito con l’abito di nozze. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza avere l’abito di nozze?”.

Quello non rispose nulla. Allora il re ordinò ai servitori: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori, nelle tenebre. Là piangerà come un disperato”. Poi Gesù aggiunse: “ Perché molti sono chiamati al regno di Dio, ma pochi vi sono ammessi”.

Matteo 22, 2-14

 

Venite alla festa è una famiglia di famiglie, dove ciascuno può esprimere liberamente la propria vocazione cristiana.

“Venite alla Festa” richiama il trovarci insieme per partecipare al Banchetto (Mt 22, 2-3) infatti la s. Messa del martedì è il momento che più ci identifica; dal 1999 è il cuore del nostro ritrovarci per celebrare l’Eucarestia, ascoltare, pregare e condividere quello che la Parola di Dio suscita in noi ogni volta che la accogliamo, dopo averla spezzata e spiegata anche ai bambini.

Dopo l'Eucarestia ci fermiamo per cenare insieme e far festa. Questa condivisione riflette gli umori, i ritmi e le energie delle giornate appena trascorse, ci aiuta a dare priorità allo stare insieme e a tenere vivo l'impegno ad accoglierci reciprocamente.

L'esperienza dell'accoglienza caratterizza da sempre la nostra comunità, ognuno di noi sperimenta cosa significa sentirsi accolto dal Padre e dai fratelli.

Da questo vissuto che fa sentire bene e scalda il cuore, è maturato in noi il desiderio di rendere tale esperienza possibile, reale e concreta, nelle nostre giornate e nelle nostre case.

Alcuni di noi hanno aperto le loro porte a bambini, ragazzi e adulti per condividere con loro un tratto più o meno lungo di strada, per lasciarsi cambiare e trasformare da relazioni spesso tanto complicate quanto profonde. Per ognuno di noi il fare spazio dentro al proprio cuore e alla propria casa per chi cerca ascolto, attenzione, affetto, sostegno, è divenuto importante e sentito come necessario, tanto da coinvolgere altri in questa avventura, promuovendo e diffondendo la cultura dell'accoglienza.

Accolti sempre e gratuitamente dal Padre, possiamo e vogliamo accogliere quanti ci camminano accanto, siano essi genitori, figli, fratelli, amici o sconosciuti, con i nostri limiti e talenti, le nostre fatiche e speranze.

L’Eucarestia, l’ascolto della Parola e la vita comunitaria alimentano il desiderio di approfondire la nostra fede e la nostra amicizia attraverso:

La lectio e l’amicizia spirituale

Da diversi anni il primo martedì del mese è riservato alla lectio divina comunitaria.

Pregare con la Lectio ha lo scopo di aprire a un incontro con Dio che ci parla per rivelarci la via della vita piena. Nella Lectio approfondiamo la lettura continuativa di un libro della Bibbia. A gruppi di famiglie poi ci incontriamo in “amicizia spirituale”, condividiamo ciò che abbiamo meditato nella Lectio per vivere la Parola nella quotidianità.

Il campo e la settimana comunitaria

Ogni anno le nostre famiglie modificano i propri ritmi e le proprie abitudini, ritagliandosi alcuni giorni da vivere comunitariamente nel mese di giugno e una settimana per il Campo Estivo.

Sono questi i momenti in cui "diventiamo concretamente un'unica famiglia" condividendo spazi, tempi, attività quotidiane e relazioni.

Ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, si sente chiamato a donarsi alla comunità in un percorso che è di conoscenza, di condivisione e di fede. Approfondendo un tema specifico che dà il titolo a questi giorni e orienta tutte le attività, viviamo la dimensione del gioco e della preghiera sentendoci una sola famiglia.

La Cooperativa Sociale “Eortè” e l’associazione “La Festa”

Queste due realtà costituite in questi anni sono testimonianza viva dell’ amore del Padre nella società in cui viviamo.

“Eortè” e “La Festa” sono l’occasione per informarsi, formarsi e agire per promuovere un’economia alternativa, basata sulla solidarietà e sulla cooperazione.

Alla base di questa nuova economia ci sono principi quali l’equità, il rispetto per l’ambiente, il recupero del legame sociale e il valorizzare i doni di tutti in particolare degli emarginati per offrire a ciascuno un’opportunità e vivere la gioia del Vangelo.

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